Loc, Phuc e Tho settembre 30, 2008
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Taoismo, buddismo e confucianesimo assieme al culto dei geni definiscono una sorta di sincretismo nel credo religioso vietnamita.
In comune hanno il fatto che non c’è un Dio creatore, ma un principe del cielo, un imperatore che sta in alto.
E’ l’insegnamento, la saggezza e la conoscenza trasmessa che accompagnano e sostengono l’uomo nel sentiero della vita.
Pur differenziandosi profondamente nella dottrina, i valori proposti sono interscambiabili con quelli trasmessi dalla saggezza popolare e dall’antica morale degli antenati. Per questo in ogni casa vietnamita oltre all’altare dedicato alla divinita’ c’è quello dedicato agli antenati ai quali con offerte di frutta e pietanze varie si chiede il sostegno per superare le avversità.
Loc Phuc e Tho sono tra le più importanti divinità che si trovano nelle case vietnamite.
Esse si integrano a vicenda e simbolizzano PROSPERITÀ, SALUTE , FORTUNA, POTERE, AUTORITÀ, SUCCESSO e LONGEVITÀ.
Loc, che talvolta porta in braccio un bambino, è divinità di primo rango, simbolo della ricchezza. Il bambino rappresenta auspicio di buona salute, prosperità e speranza per presente e futuro.
Phuc è la divinità che auspica fortuna e prosperità. Di solito è di taglia leggermente più grande degli altri due e deve essere sistemato al centro. Lo si riconosce anche dall’oggetto dorato (ru yi) che tiene fra le mani.
Tho è la divinità relativa alla salute e alla longevità. Lo si riconosce dal capo più grosso e dalla pesca che tiene tra le mani. Secondo le credenze popolari il pesco fiorirebbe soltanto ogni tremila anni ed è quindi simbolo dell’immortalità.
Secondo il Feng Shui o Duong Co, i tre saggi si debbono sistemare su di un mobile o uno scaffale rialzato (al di sopra del livello degli occhi) in segno di rispetto. Si raccomanda altresì di sistemarli nella sala da pranzo o nella sala di ricevimento degli ospiti.
Ngo settembre 29, 2008
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E’ quell’erbetta verde che la cucina viet usa un po’ dappertutto. All’occhio e’ uguale al prezzemolo, ma e’ coriandolo che al palato occidentale, specialmente quello italiano, non incontra molto. Provate e se veramente non vi piace, imparate a dire “khom ngo” che vuol dire semplicemente senza coriandolo.
Ho Chi Minh settembre 29, 2008
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Tutti gli uomini nascono liberi. Il Creatore ci ha dato dei diritti inviolabili: il diritto di vivere, il diritto d’esser libero, il diritto di realizzare la nostra felicità.
Dalla dichiarazione d’indipendenza del Vietnam proclamata il 2 settembre 1945 da Ho Chi Minh ad Hanoi.
Ho Chi Minh
Tutti i popoli soggiogati nutrono la viva speranza che si stia dischiudendo per loro un’ era basata sul diritto e sulla giustizia nella lotta della civiltà contro le barbarie.
Se ci costringeranno a combattere combatteremo. La lotta sarà terribile, ma il popolo vietnamita affronterà qualsiasi sofferenza pur di non perdere la libertà.
La Francia ha perso con la Germania. La forza della Francia qui si è dissipata, ma ancora raccolgono con tasse il loro bottino e continuano a terrrorizzare il popolo. Negli affari internazionali il loro respiro è in affanno e danno qualche terra al Siam, inginocchiandosi al Giappone. Mentre, il nostro popolo deve vestire due beffe, continuare a servire come il bufalo e i cavalli per la Francia e ora essere schiavi dei giapponesi. In queste condizioni dobbiamo abbassare le nostre braccia e aspettare di morire? No, assolutamente no. Più di 20 milioni di discendenti di Lac e Hong sono determinati a non essere più schiavi e senza nazione.” (da “Lettera dalla Cina”, 1941)
L’ultima volta che i cinesi sono venuti qui si sono fermati mille anni. I francesi sono degli stranieri. Sono deboli. Il colonialismo sta morendo. L’uomo bianco è finito in Asia. Ma se i cinesi si installano qui, non se ne andranno mai. Per quanto mi riguarda preferisco annusare sterco francese per 5 anni che mangiare sterco cinese per il resto della mia vita. (1945)
Interrogato dai giornalisti, per i quali era ancora poco conosciuto si contenta di dire:
“Sono un rivoluzionario. Alla mia nascita, il mio paese era schiavo. Ho lottato per liberarlo fin dall’adolescenza. Ecco il mio unico merito. Tenuto conto del passato mi hanno eletto alla presidenza del governo”
Il generale Giap rievoca nell’estate del 1938 lo storico incontro con Ho Chi Minh che già allora era considerato un mito vivente per la generazione dei giovani comunisti vietnamiti:
“Mi trovai davanti un uomo di una semplicità luminosa. Lo vedevo per la prima volta e già ci sentivamo legati da un’amicizia profonda… Parlava con l’accento del Vietnam centrale e non avrei mai creduto che avesse potuto conservare l’accento paesano, dopo una così lunga assenza…”
Il generale Giap ricorda i momenti del 1942 quando poco prima si era diffusa la notizia della morte di Ho Chi Minh:
“Un giorno ricevetti una lettera di Pham Van Dong… mi annunciava che lo zio Ho era appena morto nelle prigioni del Kuomintang. Fummo paralizzati dal dolore. Organizzammo una cerimonia in memoria del nostro leader venerato ed il compagno Dong ebbe l’incarico di scrivere l’orazione funebre… Uno dei nostri compagni venne spedito in Cina per ritrovare il luogo della sua tomba… Qualche mese dopo ricevemmo un giornale inviato dalla Cina. Sulla fascia dell’indirizzo alcuni versi d’una scrittura che ci era ben nota: le nubi accendono i monti, i monti abbracciano le nubi. Men vo’ solitario scrutando lontano i cieli del sud e penso agli amici miei… Impazzimmo di gioia…”
Il Tet settembre 29, 2008
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Il nuovo anno, TET, basato sull’antico calendario lunare cade nella seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, tra il 21 gennaio e il 20 di febbraio.
E’ la festivita’ più importante del Vietnam, nonché stagione favorevole ai matrimoni.
La parola Tet deriva da “Tiet” nodo di protezione tra due sezioni del fusto di bambù, interpretabile come la transizione tra le stagioni o due periodi di tempo. In Vietnam le transizioni stagionali vengono celebrate con dei festival.
Il nome completo è Nguyen Dan, tempo del primo visibile raggio di sole (l’alba).
Le culture taoista, confuciana e buddista si sono mescolate con le credenze locali dando luogo a una religione che si intreccia con l’adorazione di dei, super eroi, spiriti, re.
Il concetto di fato, fatalità, è importante. Le leggende sugli eroi sono colme di credenze geomantiche e astrologiche.
Il calendario lunare è pieno di consigli di quando fare o non fare una cosa. Certe date sono considerate non fortunate altre fortunate.
Il famoso libro Kim Van Kieu è considerato divino. Dopo aver pregato gli dei o gli antenati, uno apre il libro e mette il dito a caso (a sinistra per l’uomo a destra per la donna). Il verso che il dito trova è la risposta al problema posto.
La connessione tra il passato e il presente è costante, la morte risiede nel mondo degli spiriti che vengono invitati in certi periodi a tornare sulla terra. L’incenso è bruciato per invocare l’anima dei morti dall’altro mondo che ritornano a visitare la famiglia.
Saigon settembre 29, 2008
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Saigon, a solo 12 metri sul livello del mare, sulle rive del fiume Dong Nai, appare già come centro commerciale nel XVII secolo, quando soldati, agricoltori e schiavi provenienti dal nord mandati dai Nguyen popolarono il sud che si rendeva accessibile man mano che si espandeva la strada dei “Mandarini”, l’odierna highway N.1.
E’ menzionata nei libri la prima volta nel 1776 e da allora l’origine del nome ha dato adito a molte intrepertazioni.
La più accettabile ipotesi è che Sai-gon derivi da “cay goong ” o ” cay gon” cay=cotone e gon=albero, il nome vietnamita della pianta del cotone, che sembra fosse molto diffusa nella zona.
La sua importanza cominciò alla fine del Settecento con i Tay Son, quando Nguyen Hue, dopo aver scacciato Nguyen Anh (il futuro Gia Long) restaura il porto e la rende centrale nei traffici economici del sud e del delta del Mekong .
Si sviluppa quando Nguyen Anh riconquista il sud con l’aiuto dei francesi e ha la sua consacrazione con i francesi che le danno l’immagine attuale almeno nella parte del Distretto 1.
A 83 km dal mare su un fiume completamente navigabile, è un porto eccezionale per i traffici internazionali e militari, protetto in tutte le direzioni.
Sotto la dominazione francese
La conquista francese del Vietnam inizia nel 1858. Il pretesto di Napoleone III fu quello di difendere e proteggere i missionari francesi e europei che già da due secoli operavano nella zona. E’ il 15 febbraio del 1859 quando due navi entrano nel porto e dopo una poco convinta resistenza delle guarnigioni reali i soldati francesi occupano la cittadella che per evitare il ritorno delle truppi reali viene rasa al suolo l’8 marzo del 1859.
Nel 1865 Saigon è un agglomerato di 40 villaggi con circa 40.000 abitanti per arrivare a 100.000 nel 1883 quando i francesi conquistano tutto il Vietnam. Nel 1863 viene eretto il primo edificio in stile coloniale, sede delle Messaggerie Marittime, ora ” casa del ricordo dello Zio Ho”, negli anni ’80 la Cattedrale e l’edificio delle Poste, costruito secondo i canoni di G. Eiffel, ancora oggi simbolo della città.
Particolare importanza assume il porto per i commerci con un arsenale (Ba son) che fu ingrandito per diventare un importantissimo riferimento per la riparazione delle navi commerciali e da guerra. Il molo di 2 km è profondo 4,2 m. E’ da qui che partirono i primi scioperi operai nel 1912 con leader Ton Duc Thang (1888-1980) che fu più tardi Presidente della Repubblica Socialista del Vietnam dopo la morte di Ho Chi Minh.
Hai Ba Trung settembre 29, 2008
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La Hai Ba Trung attraversa i distretti 1 e 3.
Nel Distretto 3 e’ fiancheggiata dal parco “Le Van Tam”,
dove ogni mattina e sera centinaia di saigonesi fanno ginnastica e dove scuole di Tai Chi praticano l’arte della morbidezza.
Dong Khoi settembre 28, 2008
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Dong Khoi (sollevazione popolare).
Chiamata dai francesi rue Catinat e dai sud vietnamiti Tu Do ( liberta’) e’ sempre stata il luogo simbolo della citta’. E’ la strada centrale del distretto 1 che dalla Cattedrale di Notre Dame passa per il teatro dell’Opera e arriva sul fiume Saigon.
Li c’erano bordelli, fumerie d’oppio, sale massaggio e bar per tutti i gusti; ora, nella nuova Ho Chi Minh City aperta al mercato, la Dong Khoi offre negozi importanti che vendono seta e artigianato locale, negozi di moda delle grandi firme italiane, caffe’ e ristoranti di prima categoria e hotel famosi come il Continental dove Graham Green ha ambientato il suo “Americano tranquillo”, il Majestic con a fianco il Maxim’s e il Grand Hotel, alcuni restaurati di recente, ma che mantengono il fascino dell’antico e ti riportano a quel passato per il saigonesi non ancora remoto.
Terzani, dall’aprile al giugno ’75, e’ uno dei pochi reporter presenti all’entrata a Saigon, il 30 aprile, delle forze di liberazione nord vietnamite. “Giai Phuong” ” La liberazione di Saigon” e’ il frutto di quei giorni e descrive cosi’ la Tu Do (oggi Dong Koi) la mattina del 29 aprile del 1975:
“Sulla via Tu Do cominciarono a passare macchine cariche di gente e bagagli, jeep militari guidate da ufficiali in civile con le loro famiglie, motociclette con quattro cinque persone a bordo. Tutti andavano verso il porto in cerca di una nave, di una barca, di qualcosa che galleggiasse, che li portasse via.”
Diem Bien Phu settembre 28, 2008
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La battaglia di Diem Bien Phu, dal nome dell’omonimo villaggio nel Vietnam del nord, segna il passo finale di quella che viene chiamata la prima guerra di Indocina che inizió nel 1947 tra i francesi e i Vieth Minh.La battaglia, sotto il comando del Generale vietnamita Giap, si tenne tra il marzo e il maggio del 1954 e culminò con la sconfitta francese e la fine della guerra.
De Tham settembre 27, 2008
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De Tham (1860 – 1913)
chiamato anche Hoang Hoa Tham fu uno dei più famosi rivoltosi che combatterono contro il colonialismo francese. Dopo un complotto fallito contro i Nguyen (la madre fu giustiziata e il padre si suicidò) assieme allo zio si ritirò sulle montagne del nord Vietnam.
Poco dopo si unì alle bande di pirati e divenne famoso per coraggio e tattiche di battaglia.
Organizzò la guerriglia contro i francesi e ben presto diventò un formidabile avversario dei colonialisti europei che contribuirono a mitizzarlo raccontando della sua ferocia e rudezza.
Nel 1885 si unì con la prozia materna di Ho Chi Minh. Ben presto riuscì a controllare molte regioni e l’esercito francese fallì numerose volte di fronte a quest’eroe. Nel 1894, i francesi firmarono un accordo di pace con De Tham cedendogli 22 villaggi nella regione Yên Thê, e a Cho Go stabilì il suo quartier generale.
Il popolo vietnamita lo chiamò allora “Tigre Sacra di Yên Thê”. Ma due anni più tardi De Tham strappò l’atto di pace per riprendere a combattere. Nel 1898, l’esercito francese negoziò ancora con Tham concedendogli più privilegi. De Tham visse in pace fino al 1905 quindi si rivoltò nuovamente.
Nel 1908, decise di fare il grande colpo. Con la complicità dei cuochi, organizzò l’avvelenamento di 200 soldati francesi difensori della Cittadella di Hanoi, ma i soldati francesi furono presi soltanto da leggero malessere e l’operazione fallì.
All’inizio dell’anno 1909, l’esercito francese decise un’azione di grande portata: colpì Cho Go, e il quartier generale di De Tham che riuscì a nascondersi nelle foreste. I francesi misero allora una taglia di 25.000 piastre sulla testa di Tham, morto o vivo. Tre avventurieri cinesi, assetati di denaro, si mischiarono con i fuggitivi e lo decapitarono durante il sonno il 18 marzo 1913, mettendo così fine ad un conflitto durato un quarto di secolo.
An Duong Vuong settembre 27, 2008
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fu l’unico governante della Dinastia Thuc Phan.
Si proclamò re nel 257 e governò fino al 207 a.C. Chiamò Au Lac la nuova nazione (il moderno Nord Vietnam più le provincie cinesi di Guangdong e Guanxi).
Noto per la sua longevità, si parla di 100 anni, nello stesso periodo in cui nel nord della Cina l’imperatore Qin Shi Huang cominciava la Grande Muraglia, costruì una Cittadella fortezza, “Co Loa Thánh”, a forma di spirale, per difendere il suo regno dalle invasioni dal nord.










